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Luoghi 2017-10-06T11:39:21+00:00
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Chiesa Parrocchiale di San Martino

Fu costruita intorno al 1615 dall’architetto genovese Arturo Fieschi e intitolata a San Martino di Tours.  Presenta una facciata barocca, restaurata nel 2006, che mette in risalto le immagini religiose affrescate per la prima volta da A. Laura nel 1928, che rappresentano il Cristo Redentore e l’Arcangelo S. Michele.

L’interno, di modeste dimensioni, è dotato di un altare centrale, dedicato a San Martino, e di due laterali, rispettivamente dedicati alla Madonna del Rosario e al Sacro Cuore. Ai lati dell’ingresso sono posti una fonte battesimale e un confessionale. In una nicchia dietro l’altare maggiore è posta la statua lignea della Madonna Regina con il Bambino (XVI secolo); si tratta di un modello di problematica interpretazione cronologica: lo stile fa riferimento all’arte borgognona del XV secolo, ma l’opera della parrocchiale seborghina risale certamente a un periodo posteriore. Alle pareti si trovano opere seicentesche e le statue di San Martino e San Sebastiano.

Palazzo dei Monaci e Zecca Seborghina

Il sagrato della chiesa è circondato da una sequenza di archi a tutto sesto con un’ artistica fonte e dall’ingresso del palazzo utilizzato a suo tempo dai monaci come dimora durante le loro visite a Seborga, questo edificio, acquistato dai monaci da un Seborghino nel 1607 e subito definito “Palazzo”. Al piano terra il Palazzo presenta un vasto salone con un grande camino in ardesia, sulla cui trave orizzontale si trova ancora una lastra con lo stemma del Cardinale di Vendôme e i gigli di Francia, con la frase in francese “Sebourge sois assurée que je quitte sans regret”, che si ritiene essere stata fatta scolpire dagli stessi monaci attorno al 1729. Nella parte inferiore si trova un locale dove dal 1666 al 1687 vennero coniati i luigini.  Sulla facciata, in rilievo, il primo stemma di Seborga, probabilmente di istituzione sabauda, con data 1896.

Chiesa di San Bernardo

Posto all’entrata del paese il piccolo oratorio del XIII sec° è dedicato a San Bernardo di Chiaravalle. Il sagrato della chiesa è caratterizzato da una pavimentazione decorata e da alcune aiuole fiorite.Sulla semplice facciata, l’oculo riproduce la forma planimetrica della chiesa. All’interno, dietro l’altare si trova una tela attribuita ai Carrega di Porto Maurizio, con San Rocco, Santa Lucia, San Bernardo, la Madonna con Bambino e, ai lati, le statue di San Bernardo e della Madonna. Nel 1966 viene affrescata la volta con l’immagine del Santo Patrono che protegge Seborga sullo sfondo.

Le Porte

Il nucleo urbano di Seborga era originariamente fornito di quattro porte d’accesso. Dell’antica porta a nord dell’abitato rimangono solo i cardini, mentre ben identificabili sono la Porta San Martino, quella di San Sebastiano e la Porta del Sole.

L’antica Prigione

Una stanza buia e umida, con in terra della paglia, una rustica panca in legno e una catena fissata alle pareti costituivano l’antica Prigione. Il Principe-Abate di Seborga godeva, infatti, anche dello “ius gladiis et sanguinis“, cioè della facoltà di comminare, ai colpevoli di gravi reati, la pena di morte. Costoro, insieme agli altri condannati a pene minori, venivano imprigionati in questo locale. Nella Prigione vennero rinchiusi, nei secoli, circa 200 individui, tra i quali nessun condannato a morte.

Museo degli strumenti musicali antichi

L’esposizione comprende 135 pregiati strumenti musicali del periodo compreso tra il 1744 al 1930, suddivisi in aerofoni, cordofoni, idiofoni, membranofoni e meccanici, della collezione del sig. Giuliano Fogliarino affidati al Comune di Seborga, sua località natale. Nell’esposizione è possibile inquadrare storicamente i singoli strumenti attraverso le etichette illustrative esposte alla base di ognuno di essi e, in caso di vita guidata, seguendo le spiegazioni degli esperti musicologi, e ne si può udire anche direttamente il suono, riprodotto in sottofondo nel locale espositivo

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